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Il bacino solfifero che alimentò
le due importanti miniere di Cabernardi e Percozzone appartiene
alle province di Ancona e Pesaro-Urbino.
Esso interessa la zona collinare dell'Appennino marchigiano
centrale, a poca distanza dal confine umbro. Superficialmente,
l'intero territorio si presenta come una piacevolissima distesa
di rilievi verdeggianti, qua e là interrotti da porzioni di
cave biancastre che denunciano la natura calcarea del suolo.
Il sottosuolo, al contrario, rivelò, quando si procedette
all'indagine estrattiva, una realtà tormentatissima. Ad esempio,
la porzione nord-ovest del giacimento, collocata a nord-est
del monte Doglio, ed inizialmente ritenuta una delle più interessanti,
dimostrò che la formazione solfifera era stata addossata contro
tale rilievo montuoso e strozzata dalle spinte tettoniche,
il che aveva determinato notevoli disturbi stratigrafici e
la posizione subverticale dei giacimenti.
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L'area mineraria riguarda tre comuni: Sassoferrato,
Arcevia e Pergola, con prevalenza territoriale del primo.
Il bacino minerario della Miniera di Cabernardi aveva un'estensione
di circa 4 km di lunghezza, 1500 m di larghezza e 800 m di
profondità, con 21 gallerie e due pozzi di estrazione
profondi 460 m. L'ultimo livello della miniera arrivava a
una profondità di 800 m di profondità,
di cui 515 m erano sotto il livello del mare.
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Varietà di forme di cristalli
di zolfo nella miniera di Cabernardi: l'abito è
sempre bipiramidale con base ben sviluppata (da: Bombacci,
1898)
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english version
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Museo
della
Miniera di Zolfo |
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| Cabernardi (Ancona) |
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| Per visite e informazioni: |
| COMUNE SASSOFERRATO |
Ufficio
Turistico |
0732.956231-232 |
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Segreteria |
0732.956205
0732.956218 |
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email |
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| Associazione culturale |
"LA
MINIERA" |
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0732.975241 |
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