Miniera di Zolfo di Cabernardi   Foto storica Miniera di Cabernardi
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L'ESTRAZIONE
 
I FORNI GILL

Si tratta di un tipo di forno a combustione, comparso nel 1880, adoperato per estrarre lo zolfo dal minerale, nel quale parte dello zolfo è bruciato, ed il calore prodotto serve a fondere il rimanente, come avviene in un calcarone, ma con rendimento termico superiore e quindi resa in zolfo più elevata.

Pianta a sezione di un Forno GillLa Figura rappresenta in pianta e sezione un forno Gill nella costruzione normale, con quattro celle (quadriglia; se a sei celle è detto sestiglia), capaci di contenere 25-30 tonnellate di minerale ognuna. Il minerale si carica dalle botole C, che si chiudono ad operazione ultimata. Le porte di scarico P sono chiuse, durante la fusione, da un muretto M nel quale si praticano, nella parte bassa, dei fori di colata per raccogliere, in apposite forme, lo zolfo fuso.

Veduta di insieme di un Forno GillIl muretto M si demolisce quando si devono ritirare i rosticci, cioè le scorie di materiale già trattato.

In ogni cella avvengono successivamente le seguenti quattro fasi: scarico e carico, riscaldamento, fusione, funzionamento da cella motrice (motrice diventa una cella quando, ultimato il deflusso di zolfo fuso, continua in essa a bruciare lo zolfo rimasto inglobato nei rosticci).

I prodotti della combustione dalla cella motrice arrivano, attraverso i canali da fumo F , nella parte alta della cella in cui si inizia la fusione, e dopo avere attraversato dall'alto al basso il minerale in essa contenuto passano, attraverso altro condotto, alla cella successiva in corso di riscaldamento. Da questa i fumi, con un gioco di valvole sono avviati al camino N. Da un punto di vista generale, questo meccanismo di funzionamento richiama in buona parte quello di una fornace Hoffmann per laterizi, le cui forme più avanzate erano in uso proprio contemporaneamente allo sviluppo del forno Gill.

Disposizione dei canali da fumo di un Forno GillNella Figura a fianco è schematizzata la disposizione dei canali da fumo in un forno Gill con quattro celle. Lo schizzo è sviluppato su di un piano e, pertanto, il punto A del canale deve intendersi collegato con il punto A' ed il punto B con il punto B'. Se la cella C1 è motrice (l'aria entra dal foro di colata F1), C2 è in fusione (lo zolfo fuoriesce dal foro di colata F2), C3 in riscaldamento (foro di colata F3 chiuso) e C4 in corso di carico e scarico ed è esclusa dal circuito; le valvole 1, 2, 9 e 8 sono aperte e le altre tutte chiuse. I fumi, dopo essere passati nella cella C3, escono dal camino M. Ultimata l'uscita dello zolfo fuso dalla cella C2, questa diventa motrice, ed essendo stata, nel frattempo, caricata C4 ed introdotta nel circuito, mentre c1 è stata esclusa per la fase di scarico e carico, la sistemazione delle valvole diventa: 2, 3, 7 e 6 aperte, le altre tutte chiuse, e così di seguito.

I canali da fumo hanno sezione quadrata con lato di 0,30-0,40 metri. Le celle sono di forma conica con volta sferica. Si costruiscono, ordinariamente, con "bolognini" (blocchi di pietra lavorata) di calcare o di arenaria; gli spazi compresi fra i muri delle celle e quelli esterni, fatti con muratura ordinaria, sono riempiti con rosticci (ginesi) minuti e battuti.

Il ciclo completo in ogni cella si compie in 10-20 giorni. La durata dell'operazione varia in rapporto alla struttura della mineralizzazione, alla pezzatura, alla natura della ganga, al tenore di umidità e di zolfo, e varia anche in relazione all'abilità del fonditore (arditore).

 

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